Il nuovo terminal previsto nell’Avamporto di Ponente del Porto Canale di Cagliari è progettato per accogliere il traffico Ro Ro e Ro Ro-pax al suo interno in modo da evitare che abbia impatto sulle aree urbanizzate retrostanti il porto vecchio.
Il terminal si compone di 6 nuovi ormeggi:
In quattro di essi (ormeggi 1, 2, 3 e 6) le banchine sono configurate in modo da consentire l’ormeggio all’inglese delle navi Ro Ro e sono dotate di un dente di attracco poppiero che consenta l’apertura dei portelloni delle navi.
Negli altri due (ormeggi 4 e 5) le navi potranno ormeggiarsi di poppa alla banchina di riva affiancandosi al pontile di ormeggio collocato su briccole dove si trovano le bitte ed i parabordi.
Tutte le banchine adibite ad attracco poppiero sono dotate di rampe dove le navi Ro Ro potranno calare i portelloni di poppa.
La progettazione ha riguardato anche i fabbricati necessari al corretto funzionamento del Terminal portuale, nello specifico la Stazione marittima e i varchi doganali.
Descrizione del progetto
Per la realizzazione delle nuove banchine, si è optato per una soluzione a palancole metalliche HZ/AZ ancorata per mezzo di una serie di tiranti a barra ad una struttura ancoraggio realizzata anch’essa mediante l’infissione di palancole metalliche.
L’ancoraggio si realizza tramite tiranti orizzontali posti a quota +0.50 m sul l.m.m. e posti ad un interasse di 1.927 m che corrisponde all’interasse dei profilati HZ del palancolato principale.
In corrispondenza dei denti di attracco, dove i tiranti di ancoraggio si sovrappongono a quelli della banchina, è stato necessario prevedere le due file di tiranti a quote diverse, al fine di eliminare le interferenze che si generano.
La sezione tipo dei nuovi muri di banchina è completata da una trave di coronamento di c.a. che realizza il piano di banchina ed alla quale vengono fissati i parabordi, le bitte di ormeggio e gli altri arredi previsti in progetto.
Attività preliminari
1. Dragaggi
I sei nuovi accosti per navi passeggeri Ro Ro – Pax e cargo Ro Ro insistono su fondali portuali di 11.00 m s.l.m.m. In via preliminare l’area portuale è stata dragata sino alla batimetrica naturale di -11.00, al fine di determinare i corretti spazi di manovra per le navi in entrata ed uscita dal porto.
L’ambito di dragaggio è stato suddiviso in 28 maglie regolari di 100×100 m. Il volume complessivo da dragare è stato calcolato con l’ausilio del software di modellazione tridimensionale digitale del tipo DTM (Digital Terrain Model) che partendo dal piano complesso derivante dal rilievo batimetrico calcola i volumi di scavo sino al piano orizzontale posto a quota -11.00.
I sedimenti provenienti dai dragaggi pari ad un totale di 1.907.515 m3, per i volumi utilizzabili dal punto di vista geotecnico e di caratterizzazione ambientale, saranno riutilizzati per la realizzazione dei piazzali operativi degli attracchi, mentre i restanti volumi, verranno conferiti a terra all’interno delle aree del porto canale nelle vasche esistenti.
2. Consolidamenti
I piazzali operativi verranno realizzati sia sulle aree a terra esistenti sia sulle nuove aree di colmata ottenute:
- Colmata a Nord, con materiali di dragaggio, previo consolidamento con pali in ghiaia;
- Colmata a Sud, per sversamento di strati successivi di tout-venant con precarica tale da garantire il necessario consolidamento;
- Scogliera per la chiusura a sud con nucleo in tout-venant di cava e mantellata in massi naturali e completamento con muro paraonde in c.a.
Altre opere
Per la chiusura a sud delle nuove aree di colmata è prevista la creazione di una scogliera con nucleo in Tout Venant di cava e mantellata mediante massi naturali. La sezione in testa alla diga foranea è caratterizzata da scarpate con pendenza 1:2, larghezza alla base di circa 64 m e cresta a +4.50 m da l.m.m.
L’imbasamento del nucleo è posto a profondità variabile rispetto al fondale esistente: infatti lato esterno (sud-est) l’argine viene imbasato sul fondale esistente (8 – 9 m da l.m.m.) e consolidato tramite pali di ghiaia; mentre “lato darsena interna” l’imbasamento viene realizzato a circa -11.00 m tramite una canaletta utile ad asportare tutti i fanghi di fondale.
In tal modo, la realizzazione dei dragaggi nell’area della darsena non va ad incidere sulla stabilità dell’arginatura.
Per quanto riguarda i piazzali esistenti verranno consolidati mediante la tecnica della vibrosostituzione tipo bottom-feed con la realizzazione di colonne di ghiaia D = 800 mm, disposte con maglia 2,40 m x 2,40 m, estese fino alla profondità di -9,00 m s.l.m.m., in modo da migliorare le caratteristiche dei terreni in sito fino allo strato delle sabbie calcarenitiche.
L’intervento di consolidamento tipo bottom-feed prevede l’immissione del materiale dal basso tramite la tecnica “displacement”, con utilizzo da terra di vibroinfissore idraulico.
Rendering del progetto
Nel render si può osservare la sistemazione finale di progetto.