Mentre ad Anversa, al Global Maritime Forum Annual Summit 2025, si sono riuniti leader del settore marittimo, istituzioni e innovatori per discutere il futuro del trasporto globale, emergono parole chiave che stanno ridefinendo la progettazione portuale: decarbonizzazione, resilienza, governance, persone.
Temi che parlano anche al mondo della progettazione ingegneristica, e che per noi di Duomi rappresentano una direzione chiara: le infrastrutture del futuro dovranno essere sempre più integrate, sostenibili e intelligenti.
Condividiamo lo spirito dell’approccio del Summit: anticipare le sfide globali e trasformarle in soluzioni concrete per il contesto in cui ciascuno di noi operatori del settore ci troviamo ad agire.
Decarbonizzazione e infrastrutture a basse emissioni
Uno dei driver principali emersi dal summit riguarda la transizione verso infrastrutture portuali a zero emissioni.
Non si tratta solo di alimentare gru e mezzi con energia rinnovabile, ma di ripensare l’intero ciclo di vita delle opere: materiali, processi, sistemi idrici e impiantistici.
In quest’ottica, anche la gestione dell’acqua diventa un punto cruciale di efficienza energetica: pompe, impianti di trattamento, sistemi di drenaggio e riciclo possono essere progettati per ridurre consumi, integrarsi con il fotovoltaico o con soluzioni smart di automazione e controllo.
L’obiettivo: infrastrutture che non solo operano, ma respirano insieme all’ambiente in cui sono inserite.
Resilienza idraulica e adattamento climatico
Un altro tema centrale del Global Maritime Forum è la resilienza.
In un mondo di “Uncharted Waters”, dove i cambiamenti climatici rendono sempre più frequenti eventi meteorologici estremi, i porti devono saper resistere e adattarsi.
Per Duomi, la resilienza passa anche da una nuova cultura della gestione idrica:
- sistemi di drenaggio e laminazione che prevengono allagamenti,
- infrastrutture “spugna” che raccolgono e riutilizzano le acque meteoriche,
- digital twin che permettono di simulare e gestire scenari idraulici complessi.
Non è solo questione di sicurezza: è la base per garantire continuità operativa e sostenibilità nel lungo periodo.
Governance e competenze tecniche integrate
Il summit mette in luce un punto spesso trascurato: la transizione marittima è anche una questione di governance e collaborazione.
Per rendere reali gli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità servono nuove sinergie tra istituzioni, operatori portuali, progettisti e imprese.
Qui entra in gioco la filosofia Duomi:
un approccio ingegneristico e consulenziale insieme, capace di tradurre obiettivi normativi e ambientali in soluzioni progettuali operative, costruite su dati, simulazioni e competenze trasversali.
L’acqua come elemento di qualità ambientale
Nel dibattito internazionale si parla sempre più di human sustainability, il benessere delle persone che vivono e lavorano nei porti.
Anche qui, la gestione dell’acqua gioca un ruolo chiave: ridurre l’impatto delle acque reflue, migliorare la qualità degli ambienti, creare spazi portuali più salubri e fruibili.
Per Duomi, l’acqua non è solo un fluido tecnico da gestire, ma un elemento di qualità ambientale, un legame fra infrastruttura, territorio e comunità.
Tradurre i trend globali in progetti italiani
Gli eventi come il Global Maritime Forum indicano la rotta del futuro marittimo mondiale.
Il compito di realtà come Duomi è portare questi temi dentro la progettazione concreta: fare in modo che innovazione, digitalizzazione e sostenibilità non restino visioni, ma diventino pratica quotidiana nei nostri porti, nei nostri cantieri, nei nostri processi.
Quale di questi spunti vi sembra più urgente per il contesto italiano?
Parliamone insieme: ogni innovazione parte da un confronto.