Satellitare Marina d'Arechi

Marina d’Arechi: Un sistema portuale integrato con cassoni cellulari antiriflettenti

Marina d’Arechi è un porto turistico realizzato lungo la costa di Salerno, configurato come un porto-isola e destinato ad accogliere imbarcazioni da 10 a 60 metri.

L’infrastruttura comprende uno specchio acqueo protetto di circa 202.500 m², 947 posti barca, opere di difesa, banchine, pontili, edifici di servizio, viabilità e impianti portuali.

Una marina integrata alla città e al territorio

Marina d’Arechi è stata progettata come una “marina di città”: non una struttura isolata, ma un nuovo luogo urbano capace di ristabilire una relazione tra il tessuto costiero, il mare e le attività legate alla nautica.

L’assetto del porto organizza in maniera coordinata le aree destinate all’ormeggio, i percorsi pedonali e carrabili, gli edifici portuali, gli spazi verdi, le attività commerciali, i servizi per i diportisti e le aree tecniche.

La configurazione a isola permette di delimitare uno specchio acqueo protetto mantenendo una relazione visiva e funzionale con la costa. L’opera si inserisce così nel più ampio processo di trasformazione del waterfront salernitano, contribuendo al recupero e alla valorizzazione del rapporto tra città e mare.

porto isola salerno 

Le principali opere marittime

Il sistema di protezione del porto è costituito dal Molo di Sopraflutto e dal Molo di Sottoflutto, integrati dalla Banchina di Riva, dalla Banchina Sud e dal sistema dei pontili.

Il Molo di Sopraflutto, lungo circa 1.180 metri, è stato progettato come opera tracimabile, con quota di sommità contenuta entro 6 metri. La sezione comprende un nucleo in tout-venant, doppi strati di filtro e una mantellata costituita da massi artificiali Accropode II sul lato mare e massi naturali sul lato porto.

La configurazione dell’opera e il posizionamento dell’imboccatura portuale sono stati definiti mediante modellazioni matematiche sulla trasformazione dell’onda, analisi batimetriche e prove su modello fisico tridimensionale.

Il Molo di Sottoflutto, lungo circa 231 metri e disposto ortogonalmente alla costa, è costituito da un sistema strutturale verticale con diaframmi in cemento armato, tiranti e cassoni cellulari.

La Banchina di Riva, sviluppata per circa 730 metri, è realizzata mediante una colmata delimitata da diaframmi in cemento armato collegati con tiranti. La banchina organizza il margine interno del porto e ospita il sistema dei pontili galleggianti.

La Banchina Sud, lunga circa 298 metri, integra aree di ormeggio, spazi destinati ai servizi, parcheggi, viabilità e funzioni tecniche. La struttura combina cassoni cellulari antiriflettenti sul fronte di ormeggio e diaframmi in cemento armato nelle aree retrostanti.

 

 

I cassoni cellulari

I cassoni cellulari rappresentano una delle principali soluzioni tecniche adottate nel progetto.

Sono stati impiegati:

  • nel Molo di Sottoflutto; 
  • nel fronte di ormeggio della Banchina Sud; 
  • nel Pontile C; 
  • nella zona trapezoidale di testata destinata anche alle attività di bunkeraggio. 

Nel Molo di Sottoflutto e nella Banchina Sud, i cassoni presentano una configurazione antiriflettente. Le celle rivolte verso il mare sono dotate di aperture, mentre quelle poste sul lato del terrapieno vengono riempite dopo la posa. La parte superiore dei cassoni sostiene la sovrastruttura destinata alle funzioni di banchina.

 

 

 

 

Le aperture consentono a una parte dell’onda incidente di entrare nelle celle interne, favorendo la dissipazione dell’energia residua e limitando la riflessione generata dal fronte verticale.

La soluzione integra così diverse prestazioni:

  • contenimento del terrapieno; 
  • sostegno della sovrastruttura di banchina; 
  • realizzazione del fronte di ormeggio; 
  • riduzione della riflessione ondosa; 
  • miglioramento delle condizioni idrauliche del bacino.

Fondazioni e modalità realizzative

Prima della posa dei cassoni, nelle aree del Molo di Sottoflutto e della Banchina Sud, è stato eseguito il consolidamento del terreno mediante vibroflottazione.

Il trattamento ha consentito di migliorare le caratteristiche del piano di posa e di garantire condizioni adeguate al comportamento delle strutture nel tempo.

La soluzione è stata sviluppata considerando in modo unitario prefabbricazione, trasporto, posa, riempimento delle celle, realizzazione delle sovrastrutture e collegamento con le opere retrostanti.

Nel Pontile C, unico pontile fisso della Marina, i cassoni cellulari sono stati dimensionati per l’ormeggio di imbarcazioni di classe XIII e per la realizzazione dell’area di testata. 

Studi specialistici

La progettazione è stata supportata da analisi dell’agitazione residua, modellazioni matematiche e prove su modello fisico tridimensionale.

Gli studi hanno permesso di verificare l’accessibilità del porto, le condizioni di ormeggio, il comportamento delle opere di difesa e la risposta idraulica del bacino.

Sono state inoltre sviluppate modellazioni del trasporto dei sedimenti, finalizzate a valutare i possibili fenomeni di sedimentazione ed erosione lungo la costa e in prossimità dell’imboccatura portuale.

Un progetto basato sull’integrazione delle prestazioni

Marina d’Arechi rappresenta un esempio di progettazione portuale integrata, in cui opere marittime, strutture, geotecnica, architettura, impianti e organizzazione degli spazi concorrono alla realizzazione di un’unica infrastruttura.

La scelta di adottare soluzioni differenziate — dalla diga tracimabile ai cassoni antiriflettenti — ha permesso di calibrare ciascuna opera in relazione alle condizioni del sito e alle funzioni da ospitare.

In questo sistema, i cassoni cellulari costituiscono una delle soluzioni distintive: strutture capaci di integrare funzione di banchina, contenimento, protezione e qualità idraulica del bacino.